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I problemi della grande distribuzione in Italia
Scrivo oggi che è uscita la notizia “ufficiale” dell'acquisizione di Conad su Auchan Italia, ed insomma in un momento in cui tutti sono concordi nell'affermare che il “modello ipermercato” è in crisi. Si, è in crisi, ma una delle ragioni che pochi evocano è la (mancanza di) differenziazione tra le varie catene. Qui in Italia (ma anche in Francia dove, infatti, si manifestano gli stessi problemi) i supermercati e gli ipermercati son tutti uguali. Si va al più prossimo o (si andava) al più grande. Se prendo il caso invece dell'Inghilterra, anche grazie ad una quota di prodotti a marchio del supermercato molto più elevata, i supermercati sono molto meglio differenziati. Se vuoi il prodotto più economico vai all'ASDA o ad ALDI, se vuoi il più buono vai da Morrisons, e gli altri in un continuum dove comunque ciascuno ha caratteristiche specifiche ben definite e sopratutto percepite dal cliente. Ecco, forse quello che ci vorrebbe in Italia è un riposizionamento delle varie catene dove ciascuna si trovi la sua nicchia specifica di mercato, senza contare solamente sul fattore spaziale o dimensionale.
Maledetta ipocrisia italiana...
Ecco, a me che sono andato all’estero sta cosa dell”assegno di ricerca” continua a rovinarmi. Ho finalmente passato un concorso per la famigerata “entrata in ruolo” in Francia e per decidere lo scalino iniziale mi chiedono i contratti pregressi. Ecco che in Italia siamo ben attenti a chiamarlo “assegno di ricerca” (e non contratto di lavoro), a specificare che si tratta di un rapporto “non subordinato, senza vincoli di orario”, che, non sia mai, è “di diritto privato”…
Ecco che in Francia quello che in Italia è considerata la forma ufficiale di post-doc non mi vale piu un c–…. posso dirlo..? si lo dico, un cazzo, ed ora devo ripartire da zero.. tutto per l’ipocrisia italiana. .ma perché deve essere “di diritto privato” (ho lavorato per un’università pubblica!), “non subordinato” (ma va là!!), senza vincoli di orario (quanti week end e serate passate ad elaborare dati!).
Figli & pannolini
Dibattito sullo spot della Chicco che “ironicamente”, invita a fare figli: https://www.youtube.com/watch?v=upxsL__Wm_U
Mentre è chiaro che l'obiettivo dell'azienda Chicco è di pubblicizzarsi e vendere pannolini & co, il tema rimane di forte attualità.. Ma che barba sta roba che per fare i figli ci devi avere casa, contratto a tempo indeterminato, macchina 7 posti, matrimonio da 30k € sulle spalle…
Al nostro secondo figlio già parenti e amici hanno lanciato qualche mugugno, al terzo sono arrivati a proporre l'aborto.
Perché li abbiamo fatti? Perché intorno a noi vediamo che gli altri li fanno, e senza alcun problema.
E no, non viviamo più in Italia.
My program for a better France
ok, I am an etranger, so no way I can run for the French Presidencial elections
Still, I think I lived long enough in this country to have my own opinion on what could be done to improve the welfare of its citizens, in a gagnè-gagnè way that increases efficiency and make everyone better off.
So, these are my points.. I'll be very quick - time is a scarce resource - but if I'll have more time I'll expand it:
