A smart spider

So, this week-end I decided to get a break to my Machine Learning course and paint a bit of stuff, including the kid's wood house.

There is a side with a plastic windows, and my task was to paint the wood, trying to go as much as possible with the brush inside the hole between the wood and the plastic:

Now, while I did just started from the top, a spider that was hidden in the hole between the plastic and the wood a bit more down, did the first smart thing: he (or she?) did come out. He learned that if I would have continued, I would have reach his hideout with the brush and killed him. He did a second smart thing: he went on the windows, on the plastic side, not on the wood side. Then he waited a bit, and as I was painting the wood from up to down… he moved across the plastic side to go up “against the gradient” and reach a calm, safe area.

I wander what is the neural structure that even in a such a simple creature allowed him to make the right decisions to maximise his fitness and how much powerful computers we would need to match these abilities.

2020/04/28 08:39 · antonello · 0 Comments

I problemi della grande distribuzione in Italia

Scrivo oggi che è uscita la notizia “ufficiale” dell'acquisizione di Conad su Auchan Italia, ed insomma in un momento in cui tutti sono concordi nell'affermare che il “modello ipermercato” è in crisi. Si, è in crisi, ma una delle ragioni che pochi evocano è la (mancanza di) differenziazione tra le varie catene. Qui in Italia (ma anche in Francia dove, infatti, si manifestano gli stessi problemi) i supermercati e gli ipermercati son tutti uguali. Si va al più prossimo o (si andava) al più grande. Se prendo il caso invece dell'Inghilterra, anche grazie ad una quota di prodotti a marchio del supermercato molto più elevata, i supermercati sono molto meglio differenziati. Se vuoi il prodotto più economico vai all'ASDA o ad ALDI, se vuoi il più buono vai da Morrisons, e gli altri in un continuum dove comunque ciascuno ha caratteristiche specifiche ben definite e sopratutto percepite dal cliente. Ecco, forse quello che ci vorrebbe in Italia è un riposizionamento delle varie catene dove ciascuna si trovi la sua nicchia specifica di mercato, senza contare solamente sul fattore spaziale o dimensionale.

2019/05/14 12:31 · antonello · 0 Comments

Maledetta ipocrisia italiana...

Ecco, a me che sono andato all’estero sta cosa dell”assegno di ricerca” continua a rovinarmi. Ho finalmente passato un concorso per la famigerata “entrata in ruolo” in Francia e per decidere lo scalino iniziale mi chiedono i contratti pregressi. Ecco che in Italia siamo ben attenti a chiamarlo “assegno di ricerca” (e non contratto di lavoro), a specificare che si tratta di un rapporto “non subordinato, senza vincoli di orario”, che, non sia mai, è “di diritto privato”…

Ecco che in Francia quello che in Italia è considerata la forma ufficiale di post-doc non mi vale piu un c–…. posso dirlo..? si lo dico, un cazzo, ed ora devo ripartire da zero.. tutto per l’ipocrisia italiana. .ma perché deve essere “di diritto privato” (ho lavorato per un’università pubblica!), “non subordinato” (ma va là!!), senza vincoli di orario (quanti week end e serate passate ad elaborare dati!).

2018/08/02 14:39 · antonello · 0 Comments

Figli & pannolini

Dibattito sullo spot della Chicco che “ironicamente”, invita a fare figli: https://www.youtube.com/watch?v=upxsL__Wm_U

Mentre è chiaro che l'obiettivo dell'azienda Chicco è di pubblicizzarsi e vendere pannolini & co, il tema rimane di forte attualità.. Ma che barba sta roba che per fare i figli ci devi avere casa, contratto a tempo indeterminato, macchina 7 posti, matrimonio da 30k € sulle spalle…

Al nostro secondo figlio già parenti e amici hanno lanciato qualche mugugno, al terzo sono arrivati a proporre l'aborto.

Perché li abbiamo fatti? Perché intorno a noi vediamo che gli altri li fanno, e senza alcun problema.

E no, non viviamo più in Italia.

2018/07/11 20:06 · antonello · 0 Comments

Differences in modelling social and environmental system: learning and adaptation

Just a short thought on the differences in modelling - but also more in general - between social systems and ecological ones.

Agents in social systems can learn and evolve and hence adapt. Sure also agents in ecological systems can adapt, but the only way for them (with the exception of social animals) is trough the natural evolution. Humans evolved to evolve in a faster way. I observe my friend that got a bad car accident because he didn't wear a safety belt, or, in a positive fashion, I observe her becoming very good on a skill because she followed a good course, and I can copy her. The idea is that I can use other's people experience to learn, not just my own one. For plants there is no way to observe the neighbour plant making an early inflorescence and got its flowers killed by a late frozen or for a tree to observe its neighbour tree that grew up too much on a side to look for light without having an appropriate root system and felt down on the first big storm to “learn” and change its response function to the environment.

I think it is this learning capability of humans and some animals that make very difficult to model social systems.

2018/04/02 13:14 · antonello · 0 Comments

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personal/blog/home.txt · Last modified: 2018/06/18 15:11 (external edit)
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